Tag Archives: amore

Una favola – parte 2

23 Ott

C’era una volta, già perché ora non sappiamo che fine abbia fatto. Dicevo, c’era una volta una donna, non era povera, non era ricca, non era bella, non era brutta era solo una donna. Aveva i suoi pregi ed i suoi difetti, proprio come ogni altra donna, e proprio come ogni altra donna aveva una persona che vedeva in lei qualcosa di speciale. Annullava i suoi difetti, per elevare i suoi pregi, in lei vedeva solo la bellezza, e tutti i tratti che per altri sarebbero potuti sembrare imperfezioni, davano a lui la serenità di sapere che era umana, e non un angelo, come altrimenti avrebbe potuto presumere. Come di rado accade nelle favole, i due vivevano felici insieme. Vivevano di quella felicità non proprio da favola, ammettiamolo; ma di quella felicità fatta anche di momenti difficili, dei quali apprezzi ancora di più la bellezza, proprio perché affrontati insieme. Erano reali. Niente di stucchevole e patinato, non c’erano carrozze, cavalli o derivati; non c’erano nani, castelli o strani animali parlanti o simili. Solo loro due. Avevano amici, la loro comprovata felicità, l’amore da ambo le parti ed il tempo che trascorreva tutto sommato in maniera piacevole. Continua a leggere

Annunci

A Te

14 Ott

È una tipica giornata di metà ottobre. C’è il primo freddo, le prime piogge, ricominciano le serie Tv che mi tengono occupata la mente; insomma ci sono tutti i presupposti per deprimersi su un divano e sprofondarci dentro e non riemergere fino al primo caldo. Sono seduto, non ho un divano, ma una comoda sedia. Per ora va bene così, è il minore dei miei problemi ad ora. Cerco di lavorare, ma il cervello devia tutte le conoscenze in un vuoto pneumatico che assorbe me ed il mio sguardo. Guardo il codice di una pagina, ma il mio sguardo si ferma prima, forse non supera neanche le palpebre. Acquisisce dei colori che non interpreta. Scrollo la testa, devo riprendermi, devo riprendere possesso del mio corpo e del mio cervello. Propendo per uno chock. Metto su qualcosa di demenziale, per aiutarmi a non pensare: guardo telefilm, i Simpson, i Griffin, spezzoni di cagate su Youtube, senza successo. Il mio cervello è troppo preso. Per un secondo avverto una pausa, come se i mille pensieri che il mio cervello è pronto ad elaborare, si fossero fermati tutti all’unisono, come quando in una stanza affollata, una persona grida all’improvviso. Continua a leggere

Alle Donne

22 Nov

È sempre quella strana malinconia che mi spinge a scrivere; malinconia che mi prende sempre di notte, e mi porta a sciorinare chilometri di parole e di paranoie che poi tramuto in storie.
Per una volta mi sono promesso di scrivere con la tranquillità nel cuore, senza malinconia. Poi penso a qual’è il movente principale della mia scrittura, ovvero a chi fa scaturire la malinconia: le donne.
Questo stesso blog è nato per via di un periodo di malinconia per colpa (o grazie) delle donne.
Continua a leggere

la bellezza dell’ignoranza

29 Nov

Le teorie mi affascinano. Specialmente le mie, e non perché siano giuste, anzi, proprio per la loro origine contorta, bislacca e perché facilmente “disarmabili”. L’ho sempre detto, argomentare mi affascina. Non so quanto bene ci riesca e quanto chi legge questo mio piccolo blog le apprezzi o le critichi, ma l’idea di estrapolare dal concreto della vita quotidiana, un’astrazione (spesso degna di rivalutazione) che vorrei poter applicare a tutti i casi, mi affascina, o spesso lo uso come puro esercizio di stile, diciamo ginnastica per il cervello.
Continua a leggere

tre parole

10 Nov

La comunicazione, al giorno d’oggi è importante. Questa frase è una banalità, perché oggi come oggi è una cosa scontata. Da Msn a facebook e derivati, dalla pubblicità ai banner sui siti, dalle strane frasi che leggiamo su un diario o agli sms che ci inviamo cercando di costipare in 160 caratteri quello che Verga, Dante o Manzoni sono riusciti a fare in centinaia di pagine, tutto ci dice che è necessario arrivare al punto in maniera repentina e chiara.
Spesso facciamo giri di parole o elucubrazioni varie, oggi mi sono trovato dinanzi ad un’altra facile quanto eloquente realtà: spesso per dire qualcosa, bastano solo 3 parole, il resto è solo puro ornamento

Continua a leggere

la matematica della felicità

29 Ott

Alcune persone mi hanno definito come un azzeccagarbugli, un che con le parole “rincretinisce la gente” fino a che, per sfinimento, non tendono a darmi ragione o quanto meno a non darmi torto. Altri, con tenerezza, mi hanno definito un “affabile abbindolatore”, sempre con lo stesso concetto di fondo, solo che ci mettono un sorriso o una pacca alla fine della frase. Pura semantica.
Fatto sta che il saper parlare, ancor meglio, il saper argomentare è sempre stata una cosa che mi ha affascinato, specie se poi porta a qualcosa di positivo come l’aiutare un amico, rincuorare un conoscente, o provarci con una donna. Sempre e solo semantica. Continua a leggere

Una favola

30 Set

Ho ritrovato una vecchia favola scritta un po’ di tempo fa, dettata da momenti diversi da ora:
C’era una volta in un tempo lontano, una giovane principessa che viveva nel suo regno incantato, tranquilla e beata. Durante la stagione delle nevi, in uno dei balli di corte, conobbe un giullare, un buffone della corte vicina, che la fece innamorare di lui. Il tempo tra i due scorse pacificamente, finché per un brutto maleficio, il giullare fu colpito da un incantesimo che lo trasformò in un mostro al calare delle tenebre. Non appena giungeva il crepuscolo, il buffone si trasformava in un mostro e faceva cose inenarrabili, lontane dalla sua vera indole. La presa di coscienza delle sue nefandezze, da parte del giullare, era presente, ma spaventato dall’ipotesi di non essere in grado di poter sposare la principessa, fu costretto a continuare la sua vita notturna. Continua a leggere