Archivio | ottobre, 2011

Una favola – parte 2

23 Ott

C’era una volta, già perché ora non sappiamo che fine abbia fatto. Dicevo, c’era una volta una donna, non era povera, non era ricca, non era bella, non era brutta era solo una donna. Aveva i suoi pregi ed i suoi difetti, proprio come ogni altra donna, e proprio come ogni altra donna aveva una persona che vedeva in lei qualcosa di speciale. Annullava i suoi difetti, per elevare i suoi pregi, in lei vedeva solo la bellezza, e tutti i tratti che per altri sarebbero potuti sembrare imperfezioni, davano a lui la serenità di sapere che era umana, e non un angelo, come altrimenti avrebbe potuto presumere. Come di rado accade nelle favole, i due vivevano felici insieme. Vivevano di quella felicità non proprio da favola, ammettiamolo; ma di quella felicità fatta anche di momenti difficili, dei quali apprezzi ancora di più la bellezza, proprio perché affrontati insieme. Erano reali. Niente di stucchevole e patinato, non c’erano carrozze, cavalli o derivati; non c’erano nani, castelli o strani animali parlanti o simili. Solo loro due. Avevano amici, la loro comprovata felicità, l’amore da ambo le parti ed il tempo che trascorreva tutto sommato in maniera piacevole. Continua a leggere

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A Te

14 Ott

È una tipica giornata di metà ottobre. C’è il primo freddo, le prime piogge, ricominciano le serie Tv che mi tengono occupata la mente; insomma ci sono tutti i presupposti per deprimersi su un divano e sprofondarci dentro e non riemergere fino al primo caldo. Sono seduto, non ho un divano, ma una comoda sedia. Per ora va bene così, è il minore dei miei problemi ad ora. Cerco di lavorare, ma il cervello devia tutte le conoscenze in un vuoto pneumatico che assorbe me ed il mio sguardo. Guardo il codice di una pagina, ma il mio sguardo si ferma prima, forse non supera neanche le palpebre. Acquisisce dei colori che non interpreta. Scrollo la testa, devo riprendermi, devo riprendere possesso del mio corpo e del mio cervello. Propendo per uno chock. Metto su qualcosa di demenziale, per aiutarmi a non pensare: guardo telefilm, i Simpson, i Griffin, spezzoni di cagate su Youtube, senza successo. Il mio cervello è troppo preso. Per un secondo avverto una pausa, come se i mille pensieri che il mio cervello è pronto ad elaborare, si fossero fermati tutti all’unisono, come quando in una stanza affollata, una persona grida all’improvviso. Continua a leggere