Lettera aperta al mio futuro

10 Gen

Caro Futuro,
all’inizio non ero sicuro di volerti scrivere, o meglio, non ero sicuro di voler scrivere a te. Forse avrei voluto scrivere ad una persona che mi conoscesse davvero, che sappia davvero chi sono, poi ho pensato di intestare questa mia missiva a qualche persona che avesse a che fare col mio destino, pensa, ho pensato anche di scriverla al governatore della mia regione, nonché mio compaesano; poi ho pensato che è meglio parlare con te, che non mi conosci, quindi la cosa può funzionare bene, visto che hai quel giusto distacco da me, come in una seduta dallo psicanalista.
Alla fine dell’anno, tra cotechini e panettoni, ho dovuto tirare una linea per fare il consuntivo dell’anno appena trascorso ed in parte della mia vita, e sembra che a questo giro, io debba munirmi di penna rossa.
Mi sento cresciuto, non mi sento più un ragazzino, ho un’istruzione media, fatta anche di lunghe trasferte al nord, di interessi vari e di qualche errore che credo mi abbia fatto crescere (o rincoglionire a seconda dei casi). Quest’anno sono successe cose strane e diverse tra loro. Da una parte c’è Spank The Groove che mi ha fatto divertire e portato due spiccioli nelle tasche, dall’altra c’è il lavoro per il quale ho studiato e per il quale sto investendo. C’è solo un problema da quest’ultimo canto: il lavoro sembra volermi male. Nessuno vuole pagare, e quando lo fanno, lo fanno come dicono loro. Questo mi ha portato all’idea di dover “allargare i miei orizzonti” e passare da semplice manovalanza (sottopagata) a lavoratore autonomo, che resta sempre senza il becco di un quattrino, ma almeno lo fa per scelta propria!
Ho scelto, insieme ai miei validi amici e soci, di partecipare ad uno dei bandi di concorso che la regione offre per la creazione di “nuove idee giovanili”. Wow. Abbiamo approntato l’idea. Abbiamo cercato i partner per vederne la fattibilità, abbiamo limato i problemi che avrebbero potuto fermarla, l’abbiamo arricchita con un po’ di sano ingegno e qualcosina per fare un po’ i ruffiani che non guasta mai.
La domanda è stata dichiarata accoglibile, il primo passo era fatto, ora serviva che divenisse effettiva e finanziabile. Purtroppo, non siamo abbastanza figli di qualcuno, ed il nostro progetto, così come quel piccolo sogno, si è fermato li. Sono contento per chi ce l’ha fatta, ma poi mi è venuto da pensare al nostro rapporto.
Una volta io e te eravamo a debita distanza, tu mi guardavi, mi facevi cenno con la testa, ed io ti seguivo, senza mai raggiungerti, ma con la felicità che prova un criceto sulla sua ruota alla vista del pezzo di formaggio che è li, ma che non raggiungerà mai. E la cosa mi andava bene. Mi bastava sapere che eri a quella certa distanza da me, per rassicurarmi sul fatto che un futuro per me c’era sempre.
Dopo questo episodio mi sono bloccato, ho visto che tu continuavi a camminare, ora non voltavi più la testa verso di me, non vedevo cenni. Dissolvenza in bianco e poi vuoto (senza transizione a stella questa volta).
Ho 28 anni, sono ufficialmente nullatenente, eccezion fatta per la partita IVA che mi sono aperto tanto tempo fa, perché altrimenti non si lavora (strano a dirsi, qui non si lavora proprio per l’esatto contrario). Ho cercato altri metodi per “ricominciare da tre” come diceva Troisi, e mi sono rivolto sempre a fondi regionali/europei, ma data l’età e la mia partita IVA, non ero soggetto finanziabile. Perfetto. Cerchiamo altro. Vista la mole di lavoro esorbitante, rientro in una categoria a regime speciale, quindi ovviamente i fatturati non sono di sicuro quelli di uno sceicco arabo, o di un idraulico qualsiasi, quindi un qualsiasi istituto di credito, a meno di cedergli il mio primogenito maschio, non credo mi dia un credito superiore ad una pacca sulle spalle (che non so quanto sia in euro, ma non mi farà diventare ricco come uno sceicco, ne tantomeno come un idraulico), la mia è una famiglia nella norma (no, mio padre non è idraulico) ergo non ho garanti, ne proprietà da portare a garanzia. Non mi arrendo, ci sarà un’altro modo per poter “sbarcare il lunario”! Quello che allora doveva essere il mio “piano B”, giocoforza diventa il “piano A”.
È il giorno di Natale, festacchione per stare insieme, divertirci e tirare su un po’ di soldi (come diceva Nick Naylor: “Tutti abbiamo un mutuo da pagare”). Tadaaaaaaaa!!! Arrivo dei controlli della commissione spettacolo per controllare “presunte” irregolarità sulla festa. Cosa giusta, direbbe qualcuno, non si possono fare cose a caso, se deve esserci concorrenza, che almeno sia corretta. Giusto, diciamo noi! come facciamo per essere in regola? Dovete avere un posto adibito, con le licenze, e tutte le norme necessarie ed allora si potrà fare concorrenza leale. Vediamo se riesci ad indovinare cosa ci manca per poter ottemperare a tutte le richieste per la regolarizzazione?! Rullo di tamburi….Estatto! ci mancano i fondi o qualcuno che ci finanzi (diciamo che per edulcorare la cosa useremo il classico cane che si morde la coda, tutte le altre metafore che mi sovvengono sono poco consone).
Come posso garantirmi/ci la possibilità di continuare a tenerti il passo? Come facciamo una volta caduti a rialzarci e cercare di raggiungerti di nuovo? Sembra davvero che l’ipotesi più plausibile sia davvero quella di darsi alla delinquenza. Li le possibilità sono due: se ti va bene, vivi dell’esito delle tue malefatte (droga, furto, iscrizione al PDL) e sbarchi il lunario più che decentemente, se ti va male, ti fai una comoda visita a spese dello stato nel più vicino istituto di detenzione con 3 pasti al giorno e tanti, ma proprio tanti amici da aggiungere su facebook una volta usciti! (avrei potuto anche fare cenno al fatto che ormai in italia non si va più in galera, ma va bene così).
Caro Futuro, davvero, ho fatto qualcosa per start così tanto sul cazzo!? Ti prego scrivimi. Ho 5 indirizzi mail 1 su facebook, twitter, linked-in, foursquare, path e altri 4 indirizzi su social network di varia natura, 2 numeri di telefono, skype, un comunissimo indirizzo di casa, e sto imparando a leggere i segnali di fumo. Scegli un metodo per comunicare con me, ma fallo! Non voglio la precisione meticolosa di una diagnosi medica, mi va bene una premonizione tipo sibilla cumana o semplicemente a culo come fa Paolo Fox.
Scherzi a parte. Non voglio demoralizzarmi, anzi, a riprova di tutto, voglio credere a Paolo Fox quando dice (credo un po’ a tutti) il 2011 sarà il tuo anno!
Caro Futuro, non so se mentre io scrivevo, tu eri intento a camminare o a correre, ma sappi sappi che per quanto le strade che tu prenda possano essere impervie, sono pronto a seguirti, nella speranza che la meta sia degna del viaggio.
Il mio proposito per quest’anno è crescere, diventare un po’ più uomo, e nello specifico, spero di comprare casa (stabilità economica permettendo).
Non mi spiacerebbe se questa mia missiva digitale oltre che al Futuro, arrivasse anche a qualcuno che potesse rispondere concretamente alle mie domande, o, perché no, al presidente della regione (ammesso che io sia degno della sua ormai rinomata filippica).

Questa lettera è dedicata a tutte le persone che si trovano nella mia stessa situazione.
Amici da una vita del cugino più rassicurante, il Passato, in una relazione border line col suo fratello, il Presente, e in perenne lotta per raggiungere il più blasonato e ricercato Futuro.
One Step A Time.

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3 Risposte to “Lettera aperta al mio futuro”

  1. Corrado Tabasco gennaio 10, 2011 a 22:01 #

    Ho 10 anni in meno a te. Ma tirerei le stesse conclusioni. Al di là del fatto che nessuno vuol pagare, ti prometton mari e monti e poi ti danno ‘sta minchia. Si sta tornando alla medievale concezione che il lavoro o è di zappa, o non è degno di tale nome. Io lascerei perdere l’iscrizione al PDL. Va bene la povertà, ma che almeno sia con onore. Se vuoi alzare qualcosa di tuo, evita di farlo come socio esclusivo. Trovati un buon numero di persone fidate, raggiungete 10.000 euro di capitale sociale e fate una società di capitali, almeno vi parate il culo (il vostro capitale sarebbe diviso da quello aziendale). Sia una discoteca o uno studio grafico, se è questo ciò che vuoi fare, si acchie la drett. 😉

    (ma quante belle parole oggi)

  2. TricK gennaio 15, 2011 a 19:20 #

    Biro, comprendo sempre di più come, mai nessun nome fu più appropriato: Biro , la penna più fluida del west!
    Il tema del viaggio e della rincorsa hanno caratterizzato da sempre la nostra vita, di quelli che come noi “pazzi” sono senza fissa dimora mentale…ma
    non temere, chi è sempre in viaggio, come ci piace, anche se non riesce a vedere troppo chiara la meta, potrà sempre vivere gioendo di sapere che ogni giorno, c’è un motivo di rimettersi in viaggio per cercare… si, quella meta, e nel raggiungerla la voglia della scoperta ci farà apprezzare tutte le tappe dolorose o felici che siano. Varrà sempre più la pena di inseguirla, e più sarà lontana, e più varrà la pena !
    One step a time… siamo con te !

    • bikfellas gennaio 15, 2011 a 21:47 #

      Sono commosso!!! non ci si riesce a vedere, ma almeno nello spirito siamo ancora vicini!!! 😀 un abbraccio esteso a tutta la famigliuola estesa…gatto compreso 😀

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